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allattami: le ostetriche del Csd rispondono

Iniziative
allattami: le ostetriche del Csd rispondono

La Fondazione AMI e l’Azienda Sanitaria ringraziano tutte le donne che hanno partecipato all’iniziativa allattAMI in occasione della settimana mondiale dedicata all’allattamento materno.

Le domande che sono arrivate sono molto specifiche e personali; a partire da queste abbiamo quindi estrapolato dei macro-temi che abbiamo poi approfondito, pensando che i contenuti discussi possano così essere utili anche alle altre mamme che leggono – oltre che a chi ha direttamente posto la domanda.

Visto che questi temi rappresentano un bisogno concreto di supporto e confronto con le ostetriche sul tema dell’allattamento, abbiamo pensato che il modo migliore per rispondervi fosse attraverso un piccolo testo, piuttosto che tramite una video-pillola, che rischiava di essere incompleta e inadeguata.

Inoltre si ricorda che al Centro salute donna di Prato in via Cavour 87, è attivo un servizio di sostegno alle mamme durante l’allattamento. Le ostetriche aiutano le mamme ad affrontare le prime difficoltà, a valutare la poppata, a parlare dei ritmi del bambino e di eventuali altre problematiche. Per consulenze ostetriche e appuntamenti Tel. 0574 – 807707 da lunedì a venerdì dalle 9.00-11.00 e dalle 15.00-17.00.

  • L’allattamento a richiesta, ma è veramente giusto essere disponibili ogni ora?

L’allattamento a richiesta o allattamento guidato dal bambino è raccomandato dalle maggiori società scientifiche e prevede che non vi siano restrizioni alla frequenza e alla durata delle poppate. Ma perché si dice questo? I motivi sono vari ma, soprattutto nel primo periodo dell’allattamento, lasciare il bambino libero di andare al seno quando lo desidera e per quanto tempo desidera garantisce il miglior avvio del processo della lattazione e una buona produzione di latte per la madre anche a lungo termine. Per attuare questa buona pratica è utile per la mamma conoscere fin da subito quali sono le modalità con cui il bambino dimostra il suo interesse al seno: il bambino si attiva, si guarda intorno, gira la testa alla ricerca di qualcosa, porta le mani alla bocca, succhia il proprio pugno chiuso. Questi segnali, che poi esiteranno nel pianto, indicano che il bambino è pronto per essere allattato. Nei primi mesi, comunque, la maggior parte dei bambini allattati esclusivamente al seno poppa dalle 8 alle 12 volte nelle 24 ore, dunque bambini con temperamenti più tranquilli potrebbero aver bisogno di essere talvolta invitati a poppare. Nei mesi successivi l’allattamento sarà guidato dai bisogni dei bambini e in relazione al loro sviluppo psico-motorio. L’allattamento a richiesta, infine, dovrebbe tener conto anche dei bisogni della madre: se, per esempio, la mamma sente il seno troppo pieno è importante che cerchi di drenarlo. Per far questo si consiglia di offrire attivamente il seno al bambino cercando di risvegliare il suo interesse; in caso di rifiuto, la mamma può ricorrere alla spremitura manuale.

  • Quanto è il tempo ottimale di allattamento?

L’allattamento è consigliato da OMS-Unicef con modalità esclusiva per i bambini fino ai sei mesi di vita; dopo i sei mesi compiuti si introducono cibi solidi nella dieta del bambino e l’allattamento prosegue in maniera complementare fino a due anni del bambino e oltre, ovvero fino a quando mamma e bambino lo desiderano. Rimanendo all’interno di queste raccomandazioni si può dire, quindi, che la conclusione dell’esperienza dell’allattamento è una decisione che appartiene alla singola diade mamma-bambino in base al contesto che vivono, alle loro esigenze più ampie, all’equilibrio nutrizionale della dieta del bimbo e ai bisogni della famiglia in generale.

  • Esiste un modo per avere un attacco più efficace al seno?

Per ottenere un attacco corretto del bambino al seno si consiglia generalmente che siano rispettate alcune condizioni, indipendentemente dalla posizione che la madre sta assumendo.
Per prima cosa la mamma dovrebbe trovarsi in una posizione il più possibile comoda e rilassata, con la schiena ben appoggiata; per quanto riguarda il bambino, il suo corpo dovrebbe essere in linea (testa, bacino e spalle in asse) e vicino a quello della madre: per far questo si consiglia di portare il bambino verso il seno, non viceversa; il bambino dovrebbe essere ben sostenuto su tutto il corpo e poi rivolto verso il seno, con il naso di fronte al capezzolo. Tutte queste condizioni insieme facilitano l’attacco corretto, ovvero un attacco in cui il mento del bambino tocca il seno, la sua bocca è ben aperta, il labbro inferiore è estroflesso ed è visibile più areola sopra alla bocca rispetto a sotto.

  • Come rendersi conto che un bambino sta assumendo abbastanza latte?

I segni affidabili di un’adeguata produzione e assunzione di latte sono l’emissione di urine e feci in un bambino vivace e che cresce bene. Per quanto riguarda le urine, il bambino deve bagnare 5 o 6 pannolini al giorno con urina chiara e diluita; per le feci dovrebbe avvenire il passaggio dal meconio alle feci intorno al quarto giorno di vita, successivamente ci si aspetta l’emissione di feci molto liquide e giallastre: 3-8 scariche al giorno per tutto il primo mese, poi in media almeno una scarica ogni 3-4 giorni.
Valutato tutto questo, l’aumento di peso è un segno affidabile, se è disponibile una bilancia accurata e si possono ripetere regolarmente i pesi con la stessa bilancia. I neonati possono perdere fino al 7-10% del loro peso alla nascita nei primi giorni, ma devono riguadagnare quanto perso in 2-3 settimane.
Quando per qualunque motivo un bambino non riesce o non può attaccarsi al seno in maniera efficace è possibile ricorrere a modalità alternative di somministrazione del latte materno. Il latte materno, infatti, può essere dato al bambino anche attraverso alcuni strumenti anziché direttamente dal seno e questo può avvenire per un periodo transitorio oppure anche più lungo.
Il latte può essere estratto attraverso spremitura manuale o tiralatte e poi essere somministrato al bambino attraverso bicchierino, cucchiaino, sondino, biberon. La modalità da preferire richiederebbe un approfondimento e in generale dipende dall’età e dalle competenze del bambino, dalla quantità di latte da assumere, dalle esigenze della famiglia.

  • Come si produce il latte materno e quali fattori incidono sulla sua produzione? 

Durante la gravidanza e subito dopo il parto, la mammella materna va incontro a modificazioni sulla base di stimoli ormonali in modo da garantire la produzione di latte e porre le condizioni per un allattamento al seno efficace. Successivamente, è principalmente la richiesta del seno da parte del bambino che garantisce il mantenimento della produzione del latte: più un bambino chiede il seno, più il seno viene stimolato, più latte la mammella produrrà. Dopo la cosiddetta “montata lattea”, quindi, la produzione del latte è prevalentemente regolata dal meccanismo della domanda-offerta andando ad adattarsi alle esigenze del bambino.

  • Come si possono guarire le ragadi?

Le ragadi sono lesioni del capezzolo dolorose che generalmente si presentano a causa di un cattivo attacco e di un’errata posizione durante l’allattamento per cui il bambino, a fronte di una poppata inefficace, ha succhiato con troppa forza. Per far guarire la ragade è necessario intervenire proprio sulla causa, quindi sull’attacco e posizione del bimbo al seno non riducendo, invece, la frequenza delle poppate che porterebbe ad una riduzione della produzione di latte. Dopo le poppate può essere utile applicare latte spremuto sui capezzoli per lubrificare e ammorbidire i tessuti.