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Piccola guida per donne in gravidanza e bambini in Ospedale

Emergenza Covid-19
Piccola guida per donne in gravidanza e bambini in Ospedale
Un percorso protetto per effettuare controlli, visite e parto in tutta tranquillità senza alcuna commistione con i pazienti affetti da Covid-19 o che ne presentano i sintomi.
Numerosi gli accorgimenti attuati per creare dei veri e propri percorsi dedicati che non si incrociano mai con il resto dell’ospedale.
GRAVIDANZA Intanto le emergenze. E’ importante sottolineare che le donne in gravidanza non devono assolutamente entrare nel pronto soccorso ma bensì accedere al Santo Stefano dall’ingresso principale. Dopo il check con il rilevamento della temperatura, la donna sarà indirizzata  direttamente al reparto di Ostetricia dove è stato organizzato un fast track. Passiamo ai controlli che ogni donna in dolce attesa deve effettuare. Gli ambulatori dedicati  hanno spazi adeguati e sono organizzati in modo da evitare troppo affollamento. “Ci sono delle future mamme che mi hanno chiesto se dovevano comunque venire durante questa emergenza a fare i controlli previsti nel loro percorso. – spiega Anna Franca Cavaliere, primaria di Ginecologia Ostetricia – A loro come a tutte le donne incinta dico che è fondamentale che questi controlli vadano avanti perché la sorveglianza materno fetale è ciò che tutela la gravidanza e permette al ginecologo di intervenire, nel caso, per tutelare la salute del nascituro e della donna. Perciò voglio rassicurare tutti, la diagnostica e i controlli sono effettuati in assoluta sicurezza”.
L’organizzazione degli spazi e dei protocolli ha tenuto conto anche del ruolo dei futuri papà. Salvo situazioni particolarmente critiche possono partecipare al parto e ai momenti successivi, mentre la loro presenza non è ammessa ai controlli: “Ci potranno essere delle situazioni che ci costringeranno a chiedere loro di stare per un tempo limitato – prosegue Cavaliere – ma a priori la presenza dei padri è importantissima nel momento in cui la coppia diventa genitore. Quindi con le dovute accortezze possono essere presenti. Per gli ambulatori invece preferiamo di no. L’accompagnatore deve restare fuori dall’ospedale ad aspettare la fine del controllo. Un gesto a tutela di tutti”.
Al momento a Prato non si è ancora verificato il caso di una partoriente positiva al Covid 19, ma nell’eventualità è prevista un’area e un team dedicati in modo che le future mamme affette da Covid non incontrino mai quelle senza e il personale sanitario con cui sono entrate in contatto.
PEDIATRIA. Le stesse attenzioni dedicate alle future mamme e alle loro pance, sono garantite alla fase successiva. Anche qui si comincia dal pronto soccorso pediatrico che ha cambiato collocazione per non incrociare mai gli altri pazienti. Ora si trova nella parte della preospedalizzazione. Al suo interno troviamo un percorso per eventuali pazienti Covid e uno separato per tutti gli altri. Anche il reparto ha uno spazio dedicato ai bambini che potrebbero risultare positivi. Al momento si registra un unico caso, una lattante di due mesi trasferita a Firenze al pediatrico Meyer.
ALLATTAMENTO. Si può fare anche se i soggetti sono positivi. Il perché lo spiega Pierluigi Vasarri, primario di Pediatria: “Attaccare il bambino al seno è sempre la cosa migliore. Sulla base dell’esperienza positiva maturata in Lombardia e in Veneto, consideriamo i rischi minori rispetto ai vantaggi che danno allattamento, contatto materno e la protezione che il latte materno dà al bambino. E’ provata la presenza di anticorpi protettivi rispetto al virus e in generale che permetteranno al bambino di ammalarsi meno e ci sono anche vantaggi dal punto di vista neuroevolutivo”.