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Com’è nascere a Prato al tempo del Covid-19??

Emergenza Covid-19
Com’è nascere a Prato al tempo del Covid-19??

Qui le bellissime testimonianze, che vogliamo condividere con tutti voi…
“Credevo di metterti al mondo in primavera, con un bel sole e che noi ci sarebbe stato tante belle passeggiate all’aperto. Così non sarà, ci aspetteranno giornate di quarantena solo io te, Edoardo ed il babbo. Non potremo condividere il tuo arrivo con nonni, zii e amici.
Quello che voglio pensare però per te è che questo inizio un pò difficile sia solo un punto di partenza per meravigliose avventure e momenti emozionanti da ora in poi. Sarai tu a darci luce e il coraggio di superare questo brutto momento, piccolo raggio di sole”

“Ciao sono Clara, sono nata in un periodo molto brutto, ma nel reparto non si respira affatto aria di tristezza, le ostetriche e le infermiere sono molto disponibili e carine, sempre con il sorriso anche se nascosto da mascherine ma gli occhi facevano vedere oltre.
Anche se fuori dalle porte il clima è surreale dentro non lo è. Sono stata benissimo, poca gente quella che serve i primi 3 giorni: mamma e babbo sempre con me! Grazie a tutte”

“Devo ammettere che un pò di preoccupazione a causa dell’emergenza mi era venuta, ma una volta arrivato in ospedale e soprattutto nel reparto di ostetricia grazie a tutte le misure attivate mi sono sentito al sicuro soprattutto sereno per la mia compagna. Voglio ringraziare tutti, sono stati gentilissimi e disponibili in ogni momento, nonostante il periodo difficile. Siete veramente degli angeli!”

“Mai avremmo pensato di vivere esperienza così surreale come quella di trovarci a mettere al mondo il nostro primo figlio proprio nel momento in cui tutto stava per evolvere in un isolamento forzato.  All’inizio vanno accettate, comprese e applicate le ragioni per cui diviene più importante la tutela della salute della comunità, nonché dell’esserino che sta per mettere piede in questo mondo. Ciò da una parte permette di rivalutare le cose più futili e dall’altra rendersi davvero conto di chi c’è e ci sostiene.  La vera essenza, in un momento delicato come questo, è sapersi dimostrare che ci si può prendere cura dell’altro e “sentirsi insieme” anche dinnanzi a delle barriere fisiche notevoli”

“Per me è il primo figlio, la prima esperienza importante della mia vita. Mi ero preparata un po’ psicologicamente alla situazione di restrizione per quanto riguardano le regole comportamentali… ma ricorderò tutta la vita il travaglio con la mascherina alla bocca, che in alcuni momenti, dovuti allo sforzo fisico, si attaccava alla mia bocca come una ventosa, lasciandomi quasi senza respiro… mi ricorderò anche della tristezza del mio compagno di non poter stare con il suo bambino, visto qualche ora dopo il parto e poi solo per via virtuale. A livello psicologico non è facile, ti senti sola ad affrontare la conoscenza di tuo figlio, con le paure ed ansie che aumentano spero che una situazione del genere non ricapiti mai più, ma io sono fortunata, perché sono venuta all’ ospedale a dar luce ad una nuova vita… purtroppo, in questo periodo, a causa di questo maledetto virus, molti vengono qui e quella luce si spegne…”

Pubblica una foto con l’hastag #nascereaprato che ritrae te o il tuo bambino al momento della nascita in ospedale. Ricordiamo a tutti che l’Ospedale non è solo sofferenza e dolore, ma anche gioia e amore!